Opinioni di ALA su temi di politica professionale

Fatte le “semplificazioni” bisogna fare i “semplificatori” nelle PA

La tesi è che lo Suap è il collettore di asseverazioni, autocertificazioni, dichiarazioni sostitutive, atto unilaterali d’obbligo, attestazioni, certificazioni, perizie, convenzioni, aventi lo scopo – oltre che di consentire di individuare e definire l’oggetto del procedimento – di trasferire tutte le responsabilità civili e penali in capo al tecnico privato e al promotore o committente i quali pagano con questo il prezzo del riscatto di una semplificazione che non viene però ancora liberata dalle pastoie della burocrazia. E’ quindi necessario ridisegnare il ruolo dei tecnici delle PA nel procedimento amministrativo semplificato

Equo compenso e mercato – Un tema comune per imprese e professionisti

C’è qualcosa di surreale nella stessa necessità di dover procedere alla definizione di equità del compenso, in un settore così delicato. Il principio secondo il quale ogni prestazione debba essere adeguatamente retribuita, corrisponde al senso comune e ad una normalità, che dovrebbe ritrovarsi implicita in uno stato ben amministrato, mentre la quantificazione di quanto sia da considerarsi effettivamente “equo” dovrebbe sorgere dalla logica e dall’equilibrio del mercato. Invece il ”mercato” delle professioni del territorio in Italia è fortemente perturbato dal fatto che in Italia vi erano un architetto ogni 414 abitanti, a confronto dei 789 della Germania, dei 2.227 della Francia. È evidente che la situazione italiana costituisce un’anomalie e che a questa anomalia non è possibile porre rimedio, con qualche provvedimento legislativo. Eppure, se Governo e Parlamento avranno a cuore l’interesse pubblico, dovranno almeno provvedere a definire le soglie di remunerazione delle prestazioni, al di sotto delle quali deve scattare il concetto di “anomalia dell’offerta” e di conseguenza di nullità delle pattuizioni anche nel settore privato.