Questioni sul lavoro intellettuale

La centrale di progettazione delle opere pubbliche è un organismo contrario all’interesse pubblico

Quella che, a partire dal 1994, la Merloni concepiva come una regola – cioè l’affidamento in House – è stata in realtà l’eccezione, proprio perché l’acquisizione delle competenze, l’aggiornamento costante, la capacità manageriale e l’assunzione di rischio sono caratteri del lavoro intellettuale autonomo e non della P.A., le quali hanno trattenuto all’interno le opere di minore complessità.

Dopo 10 anni di crisi distruttiva del settore infrastrutture e costruzioni, invece di questo tentativo di pubblicizzazione del progetto, programmato con la “Centrale unica” dell’art. 17 del DDL Bilancio 2019, ci si sarebbe attesi dal Governo una misura esattamente speculare ed antitetica, rivolta a privilegiare l’assegnazione d’incarichi per servizi di progettazione di opere pubbliche agli studi dei liberi professionisti.

ALA Assoarchitetti con Fondazione Inarcassa a Chicago con il Dedalo Minosse per sperimentare le vie dell’Internazionalizzazione

Il Premio Dedalo di Assoarchitetti ha da anni costituito uno speciale rapporto con gli Istituti Italiani di Cultura nel mondo, grazie al supporto del Ministero degli Affari Esteri; così, i nostro colleghi del gruppo del workshop organizzato da Fondazione Inarcassa, hanno partecipato anche all’inaugurazione della mostra del Premio Internazionale Dedalo Minosse alla Committenza, allestita presso l’Istituto di Cultura Italiana di Chicago.

ALA Assoarchitetti e Fondazione Inarcassa insieme da Chicago per favorire l’internazionalizzazione degli studi italiani di architetti ed ingegneri

ALA Assoarchitetti e Fondazione Inarcassa insieme da Chicago – in occasione della mostra itinerante del premio internazinale Dedalo Minosse ora negli USA – lanciano un messaggio ai professionisti per favorire l’internazionalizzazione degli studi italiani di architetti ed ingegneri

Chiederci chi sarà e cosa farà l’Architetto nel 2040 non è una domanda retorica. Si tratta del problema centrale su cui interrogarci qui ed ora

In Italia gli architetti e ingegneri sono troppi o troppo pochi?

In Italia vi sono oltre 250.000 architetti e ingegneri e 100.000 geometri, 350.000 professionisti che s’occupano delle trasformazioni del territorio: più di uno ogni 170 abitanti. In nessun paese al mondo vi è una simile densità di progettisti (Francia 1/3.500 abitanti, Cina 1/40.000). In Italia troppi soggetti di tutte e tre le professioni, che s’occupano a vario titolo del progetto d’architettura. Scarseggiano contemporaneamente gli ingegneri (e i diplomati tecnici) specializzati in altri rami dell’industria, energia, trasporti.

Il nuovo Parlamento e gli interventi sul territorio – Appello di ALA Assoarchitetti ai Ministri competenti su territorio, paesaggio, economia, lavoro

Gli effetti sono talmente gravi, che ne è uscito uno scenario sconvolto, con sparizione dal mercato d’imprese di costruzione, di produttori e distributori di materiali e componenti edili e con la chiusura di fatto di molti studi professionali, con la relativa dispersione degli addetti e delle loro abilità.

Equo compenso e mercato – Un tema comune per imprese e professionisti

C’è qualcosa di surreale nella stessa necessità di dover procedere alla definizione di equità del compenso, in un settore così delicato. Il principio secondo il quale ogni prestazione debba essere adeguatamente retribuita, corrisponde al senso comune e ad una normalità, che dovrebbe ritrovarsi implicita in uno stato ben amministrato, mentre la quantificazione di quanto sia da considerarsi effettivamente “equo” dovrebbe sorgere dalla logica e dall’equilibrio del mercato. Invece il ”mercato” delle professioni del territorio in Italia è fortemente perturbato dal fatto che in Italia vi erano un architetto ogni 414 abitanti, a confronto dei 789 della Germania, dei 2.227 della Francia. È evidente che la situazione italiana costituisce un’anomalie e che a questa anomalia non è possibile porre rimedio, con qualche provvedimento legislativo. Eppure, se Governo e Parlamento avranno a cuore l’interesse pubblico, dovranno almeno provvedere a definire le soglie di remunerazione delle prestazioni, al di sotto delle quali deve scattare il concetto di “anomalia dell’offerta” e di conseguenza di nullità delle pattuizioni anche nel settore privato.

Appello al nuovo Parlamento: resta urgente il tema della semplificazione

Per gli architetti, gli ingegneri e gli imprenditori delle costruzioni, si tratta di poter ritornare a fare il proprio lavoro, riducendo il ruolo degli adempimenti burocratici e delle introduzioni personali, di ridare un giusto valore alla professionalità, alla competenza e alla capacità di creare valore aggiunto

Creative class e riqualificazione delle città – Come attrarre gli investimenti: il ruolo di professionisti e imprenditori

La tesi chiave di Florida è sfruttare le energie creative, il talento e il potenziale di tutti, per costruire una società che riconosce e nutre la creatività del singolo; la creatività come risorsa illimitata che tutti possiedono e soprattutto come maggior fattore di produzione, nelle industrie basate sulla conoscenza, insomma la knowledge-based economy che s’integra con l’Industry 4.0. In questi termini, favorire l’aumento della creatività significa farne un driver economico fondamentale, affidato alla stessa classe creativa, che è diventata globale e rappresenta tra un terzo e la metà della forza lavoro, nelle nazioni avanzate di Nord America, Europa e Asia.